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Martedì, 25 Apr 2017

Anteprime

Ricotta forte e pensiero debole. Teorie filosofiche per palati semplici

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Rimetti subito il libro al suo posto se sei alla ricerca di ricette culinarie pugliesi! Puoi continuare a sfogliarlo o addirittura acquistarlo se invece sei più interessato alla ricetta dei Pugliesi e dei Salentini in particolare. Qui troverai 45 brevi riflessioni che metteranno in un'improbabile relazione temi della filosofia, della scienza e del costume con oggetti banali e vita quotidiana di provincia, raccontati con ironia e sapore un po' grottesco. Il mix è per palati semplici, antiaccademici, con il coraggio di sorridere e quello di immedesimarsi.

 

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Cloro. Un'indagine di Michelangelo Romani

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Otto giorni dopo gli eventi di Tramontana, in un piccolo residence poco distante dal centro cittadino, il cronista di nera Michelangelo Romani si trova costretto a un riposo forzato per via di un incidente stradale che gli ha reso impossibile vivere nella sua casa su due piani del piccolo borgo a dieci chilometri (dodici a voler essere pignoli) dalla città.

Professionisti, professori, musicisti e un labrador color caffelatte sono gli inquilini di un microcosmo dalle tinte acquarellate, ma che ben presto si tingono di rosso vivo. Un colore che come sempre attrae Michelangelo Romani, anche questa volta affiancato dalla fedele collega Carla Virzì e dell'amico Sandro Gennari che, sebbene isolato nella ermetica Torino, non farà mancare le sue intuizioni.

Cloro è l'attesissima seconda indagine di Michelangelo Romani. E la più Hitchcockiana.

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La maledizione di Toledo

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Spagna, regione della Navarra, anno 1610. I borghi di Zugarramurdi e di Urdax sono tormentati da una spietata caccia alle streghe che culminerà, il sette novembre di quello stesso anno, nell’autodafé di Logroño, il più grande che la storia dell’Inquisizione
spagnola ricordi.
Ree confesse, sotto tortura ma anche per mitomania.
Altrettante volte erboriste e guaritrici vittime di invidia e gelosie, le «streghe» che alimentano i roghi dell’Inquisizione sono per lo più donne anziane o meschine che la superstizione popolare addita come
complici del Demonio.
In quel clima di terrore, delazioni e persecuzione il Grande Inquisitore, il cardinale Bonifacio Medina, è ossessionato dalla maledizione lanciatagli un anno prima a Toledo da una strega prima di ardere sul rogo: avrebbe avuto la sua stessa morte per mano di
una donna dai capelli rossi. Cos’ha in comune con lei la dolce Isabel, la raffinata ricamatrice e sposa del contadino Gaspard, che sta per rendere padre? E quali colpe ha il piccolo Iñigo, venuto alla luce con
un modesto difetto fisico? Entrambi, a causa della venalità di un monaco corrotto, finiranno con l’essere coinvolti nella personale caccia alle streghe scatenata dalle ossessioni di Medina. Sfuggita alla cattura
dell’Inquisizione, la giovane Isabel si trasforma in una randagia affidata alla sorte e sperimenta su di sé il bello e il brutto della natura umana. Il suo cuore ferito nutre con determinazione un progetto tanto
crudele quanto rischioso, ma il destino pare voglia scompigliare le carte… Una storia privata che ha il sapore della verità sullo sfondo della regione spagnola percorsa dal Cammino di Santiago di Compostela, nell’epoca in cui gli autodafé celebravano il potere assoluto di Stato e Chiesa con il terrore.
 
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Dentro l'incubo. Storia di un'amazzone che lotta contro il cancro

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Questa storia ci fa riflettere, volenti o nolenti, sulla malattia che da un momento all’altro può bussare alla porta di ognuno di noi, nessuno escluso. E a volte i tocchi sono anche più di uno. Alla fine della lettura ci ritroviamo, però, non angosciati dalla paura ma rasserenati dalla consapevolezza che in ognuno di noi giace, silente, la forza per affrontare e vincere tutte le battaglie che la vita ci pone davanti. Sì, vincere. Vincere perché, anche se Antonella non ha ancora sconfitto la malattia, questo suo aver imparato ad accettarla come parte della vita, è una vittoria. Una vittoria perché ha saputo guardare “oltre” il dolore, l’angoscia, lo «sgretolarsi di certezze», e quello che ha visto, pur non cancellando completamente l’umana paura, le ha permesso di elevarsi spiritualmente, che è il fine unico di quella, nonostante tutto, meravigliosa avventura che è la Vita.

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TI VEDO

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Ti vedo è un romanzo ipertestuale, un intreccio di esistenze che sembrano essersi arrestate sulla sponda di un fiume di dubbi,inquieto e incessante. Riccardo, un salentino trasferitosi al nord per lavoro, tornando nella sua terra, riassapora la gradevolezza e l’amaro, i sapori forti e quelli più delicati di un passato fatto di perdite, di amicizie lacerate e di donne che lo hanno segnato e, a volte, imbruttito e svilito. Poi Marco, un venditore di elettrodomestici cinico e completamente svuotato da ambizioni, che in un ormai irrintracciabile attimo di lucidità, decide di tornare a Firenze, ritrovare i vecchi amici e ricominciare a fare musica. Ma anche per Marco Firenze sarà solo un campo di battaglia contro il tempo, con i cambiamenti inattesi e le delusioni. Infine Arturo, in coma da tempo, abitante della città di “Nebulandia”, che slaccia la fantasia e si abbandona a racconti irreali e a conversazioni con figure paradossali e strampalate. Ma la penna che traccia questa mappa di storie, che vuole disorientare il lettore e poi ricondurlo a sé, è quella di Dario, detenuto, colpevole di un omicidio, con in corpo ancora le schegge di una relazione sofferta e l’impulso di provare a riappropriarsi, tramite la scrittura, di mondi, scenari e stralci di vita che continuano a sanguinare. Ti vedo ha il suono di singole storie, di errori personali, di scivolate inevitabili, a volte feroce, a volte lento. Un faro nel buio pesto delle incertezze, che sono di uno e di tanti, che diventano voce di una generazione, costretta a far tacere, o a disintegrare, i bisogni di cambiare forma per vedersi migliori.

 

 

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